Progetto SFIDA
SFIDA - Supporto Formazione e Inserimento lavorativo Detenuti Adulti, è un progetto che nasce in una logica di sperimentazione, intende contribuire all’inclusione sociale dei soggetti adulti in esecuzione di pena con il coinvolgimento diretto degli Istituti penitenziari di Castelvetrano e Trapani, attraverso la realizzazione di un intervento integrato, sia in termini di attori che di azioni, che favorisca l’inserimento della persona nell’ambiente socio lavorativo, passando attraverso percorsi di recupero e potenziamento del sé e delle proprie risorse interiori.
Al fine di andare oltre, in una logica di continuità e di rafforzamento delle azioni, rispetto agli interventi che ad oggi sono stati realizzati dal privato sociale all’interno degli Istituti penitenziari e che hanno visto la realizzazione di attività quasi esclusivamente di tipo formativo e laboratoriale a beneficio della popolazione detenuta.
SFIDA promuove una pluralità di azioni in grado di attivare processi inclusivi, che possano dare un forte contributo in termini di sostegno, recupero, empowerment della persona, come punto di inizio verso la concreta realizzazione di esperienze lavorative in tirocinio in azienda o attraverso la promozione della Cultura del Lavoro e dell’autoimprenditorialità, quale possibile percorso di inserimento lavorativo.
L’inserimento lavorativo è così visto quale concreto strumento di integrazione nel tessuto sociale, a partire dal quale può realmente realizzarsi l’inclusione dei soggetti a vario titolo marginalizzati. Ma, si può parlare di inserimento lavorativo laddove vi siano quelle condizioni di integrità della persona e di recupero di sé stesso e delle proprie personali potenzialità e risorse, reso possibile attraverso scrupolose azioni di ascolto e sostegno che portino all’analisi di sé e a nuova conquistata consapevolezza.
Questi sono i convincimenti che animano il Progetto SFIDA che vuole evolvere partendo da imprescindibili elementi quali: l’ascolto, l’empowerment, il sostegno, la consapevolezza di sé, il recupero delle proprie capacità, la realizzazione della propria produttività e l’inserimento concreto nel contesto produttivo, azioni realizzate a beneficio della popolazione detenuta.
Ma, specificità del progetto SFIDA vuole essere il coinvolgimento a vari livelli dei mondi che ruotano intorno ai detenuti, LE FAMIGLIE, IL TERRITORIO, GLI OPERATORI PENITENZIARI (tanto nell’ambito funzionale educativo, quanto in quello custodialista), al fine di creare reti partecipate e condivise convergenti verso l’obiettivo della riabilitazione e integrazione.
Infatti, forte è il convincimento, che anima il progetto SFIDA, che non si può parlare di re-integrazione del detenuto se, nel dialogo, la famiglia e la comunità locale, gli educatori e gli operatori penitenziari, non recitano le loro battute nell’ambito di una stessa piéce, seppure con parti ruoli e compiti ben distinti, ma tutte convergenti verso la stessa performance.
Animare e interessare il territorio - il tessuto produttivo, le cooperative sociali, le istituzioni - coinvolgere le famiglie – ascoltarne il disagio, condividerne le difficoltà - supportare la creazione di sinergie tra gli operatori, al fine di incrementare, nelle équipe multiprofessionali del trattamento, la cultura e la pratica del lavoro di gruppo basato sull'integrazione delle diverse competenze e finalizzato alla progettazione/pianificazione degli interventi e alla definizione di obiettivi chiari e condivisi.
La SFIDA in cui intende misurarsi il progetto è quella di “virtualmente abbattere” il confine del carcere ed assurgere ad un ampio spazio allargato dove la comunità tutta è la vera protagonista verso l’integrazione e la riabilitazione del detenuto.
OBIETTIVI
La Partnership, a beneficio dei soggetti in detenzione presso gli Istituti di Castelvetrano e Trapani, nel volere soddisfare la finalità generale del progetto che, coerentemente con gli obiettivi dell’Avviso, promuove l’inclusione sociale dei soggetti adulti in esecuzione penale, contrastando la marginalizzazione attraverso il reinserimento sociale e lavorativo dell’individuo in situazione di fine pena, identifica gli obiettivi specifici del Progetto SFIDA come segue:
- contribuire a supportare l’individuo detenuto durante il processo di riabilitazione intra moenia affinché si doti di strumenti interiori necessari al ritrovamento di sé e al reinserimento sociale; promuovere attività tra le equipe multidisciplinari al fine di rafforzare la sinergia tra gli operatori ed il cooperativismo operativo (SERVIZIO DI SOSTEGNO PSICOSOCIALE);
- supportare l’individuo nella presa di consapevolezza delle proprie risorse e capacità e nell’acquisizione di strumenti e strategie che possano essere funzionali all’inserimento lavorativo (SERVIZIO DIAGNOSI ASPIRAZIONI E COMPETENZE);
- promuovere l’acquisizione di competenze e specifiche abilità utili all’esercizio di un lavoro e necessarie a conquistare una sana, corretta, fruttuosa “cultura del lavoro” e della produttività (SERVIZIO FORMATIVO);
- sostenere i soggetti in stato di fine pena o in semilibertà a transitare nel mondo del lavoro attraverso l’utilizzo dello strumento del Tirocinio (SERVIZIO TIROCINIO IN AZIENDA);
- sensibilizzare e coinvolgere la collettività e specificatamente il tessuto produttivo locale nelle azioni di inserimento in aziende attraverso la conoscenza e l’utilizzo di incentivi previsti dalla legge (SENSIBILIZZAZIONE INFORMAZIONE E DIFFUSIONE);
- sensibilizzare il territorio verso il pensiero e la cultura della solidarietà quale atteggiamento mentale e culturale necessario ad ogni politica ed azione volta all’inclusione e alla crescita della collettività (SENSIBILIZZAZIONE INFORMAZIONE E DIFFUSIONE).
AZIONI
La filosofia che è alla base del progetto “SFIDA” si collega agli indirizzi previsti dal POR Sicilia Asse III – Inclusione sociale, intercettandone l’obiettivo specifico G) e si prefigge di concorrere a sviluppare percorsi di integrazione finalizzati a migliorare l’inserimento e il reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati al fine di combattere situazioni discriminanti all’interno del MdL.
Lo IAL Cisl Sicilia, Ente Capofila congiuntamente ai membri della partnership, intende promuovere l’integrazione nel tessuto socio-economico nel territorio trapanese dei soggetti detenuti negli Istituti di Castelvetrano e Trapani o nel territorio agli arresti domiciliari, attraverso la realizzazione delle seguenti azioni:
Azione 1 - Mappatura e Animazione del territorio, durata 3 mesi;
Azione 2 - Sensibilizzazione Informazione e Diffusione, durata 24 mesi;
Azione 3 - Servizio di sostegno psicosociale, durata 18 mesi;
Azione 4 - Servizio diagnosi aspirazioni/competenze, durata 18 mesi;
Azione 5 - Servizio tirocinio in azienda, durata 16 mesi;
Azione 6 – Servizio formativo, durata 12 mesi;
Azione trasversale, Management Controllo e Gestione, della durata di 24 mesi.
Si sottolinea che le azioni presentate non verranno realizzate in maniera speculare nei due Istituti: secondo la logica del bottom-up, infatti verranno rispettate, le specificità da un lato ed i bisogni dall’altro, evitando peraltro la sovrapposizione con attività già svolte negli Istituti, in una logica di continuità con le attività già realizzate nell’Istituto:
- presso l’Istituto di Castelvetrano l’offerta formativa proposta ed i successivi tirocini in azienda interesseranno l’ambito della Cucina a Ristorazione. Verranno realizzati Laboratori di cucina multietnica, nei quali i detenuti extracomunitari potranno valorizzare le loro “competenze culinarie” ed essere portatori di un loro sapere. Verrà pertanto implementato in termini di attrezzature ed utensileria la “Cucina laboratoriale” già presente nell’Istituto e che ha “sfornato” attività formative gestite dallo IAL SICILIA di successo;
- presso l’Istituto di Trapani verrà allestito un Laboratorio informatico in rete locale che darà opportunità di realizzare un corso per qualifica professionale “L’Operatore informatico e la Multimedialità”; ancora, presso l’Istituto di Trapani, tesorizzando l’ampiezza dei campi in terra disponibili, ed in continuità con le già realizzate corsualità IAL, verrà dato risalto all’ambito della Florivivaistica, tanto nelle attività laboratori ali quanto nei successivi tirocini in azienda che il progetto vorrà promuovere.
Peculiarità quindi del progetto vorrà essere la non sovrapposizione con interventi già realizzati all’interno degli istituti e, di contro, la valorizzazione delle singole specificità resa possibile dalla connessione con esperienze e attività già realizzate sul territorio e funzionali al buon perseguimento degli obiettivi progettuali. Infatti, sulla base dell’esperienza già consolidata dallo IAL Sicilia all’interno degli Istituti beneficiari, e grazie alla presenza capillare dell’Ente sul territorio regionale specificatamente attraverso la rete degli Sportelli Multifunzionali diffusi sul territorio, verrà particolarmente attenzionata la fase del “dopo” pena, soprattutto quando la pena, così come normalmente accade, è realizzata in territori diversi da quelli di residenza dei soggetti posti in detenzione. Per risolvere questa problematica e per “accompagnare” e sostenere i soggetti nel “dopo” pena verranno realizzate, attraverso il coinvolgimento degli Sportelli multifunzionali presenti nel territorio regionale, delle specifiche azioni di animazione e sensibilizzazione in modo tale da agevolare inserimenti socio lavorativi efficaci sull’intero territorio regionale e oltre l’ambito di operatività del progetto e stabilire contatti e incontri con le famiglie.
I risultati attesi dalla realizzazione del Progetto SFIDA saranno perseguiti dalle diverse azioni previste dal Progetto e saranno misurabili ai diversi livelli di: Destinatari diretti, Istituti di pena, Aziende, Territorio.
A livello dei Destinatari diretti, i Detenuti delle Carceri di Castelvetrano e Trapani:
- stimolare attraverso un processo di empowerment la consapevolezza dei detenuti nella gestione del sé e dei rapporti umani al fine di sviluppare i valori fondanti della solidarietà;
- incoraggiare i detenuti alla condivisione di aspirazioni personali, sia nel campo sociale che in quello lavorativo;
- realizzare percorsi di acquisizione di competenze relazionali e tecniche nell’ottica dell’accrescimento dell’occupabilità (Ristorazione, Florivivaistica, Informatica);
- acquisire strategie e metodi di ricerca attiva del lavoro e valorizzazione delle competenze formali e informali;
- acquisire un bagaglio di competenze tecniche e di skills necessarie all’espletamento del ruolo professionale, spendibili nel mercato del lavoro e riconosciute dalle certificazioni di tirocinio svolte;
- consolidare concrete esperienze formative e di inserimento in aziende operanti sul territorio.
A livello delle Istituti di pena coinvolti nella sperimentazione:
- supportare il Personale nell’espletamento delle funzioni di rieducazione;
- coadiuvare il Personale nella gestione dei momenti di ascolto del detenuto;
- rafforzare l’intervento multidisciplinare in un’ottica sinergica;
- integrare le attività istituzionali con le esperienze provenienti dal privato sociale nell’ottica della costruzione di reti solidali;
- alleggerire il carico della responsabilità del trattamento in capo ai soggetti che istituzionalmente operano negli istituti di pena attraverso il cooperativismo partecipato a livello sociale.
A livello delle Aziende coinvolte nella sperimentazione:
- sensibilizzare le aziende all’accoglienza del detenuto e a favorirne l’inserimento sociale e lavorativo;
- contribuire a diffondere tra gli imprenditori la conoscenza delle misure di agevolazioni economiche e fiscali previste dallo Stato per l’assunzione di personale ex detenuto;
- promuovere e realizzare inserimenti in azienda al fine di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro;
- porgere alle Aziende individuate l’opportunità di godere di manodopera senza oneri finanziari per la durata delle work experience.
A livello di Territorio coinvolto:
- sensibilizzazione sulle tematiche relative all’accoglienza del detenuto o dell’ex detenuto;
- accrescimento delle capacità del capitale umano locale;
- condivisione della cultura della solidarietà.
La metodologia partecipata fin dalle fasi di progettazione ha caratterizzato la gestazione del progetto SFIDA. La spinta alla partecipazione che ha investito molti settori della produzione di politiche in tempi recenti ha coinvolto anche, e non in ultimo, il settore dei servizi sociali moltiplicando le esperienze di ricerca, progettazione e valutazione partecipata in relazione allo sviluppo di servizi, interventi e politiche sociali. Tale approccio nella produzione delle politiche sociali è specificatamente finalizzato, oltre che alla produzione del dato, alla promozione di soggetti collettivi capaci di produrre, interpretare i dati, assumerne la responsabilità rispetto all’azione successiva. La costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico, come organo di regia, valutazione e governo, composto da rappresentanti di tutte le parti interessate, garantirà l’armonia tra le attività realizzate, sorrette da un dialogo costruttivo e propositivo e convergenti verso la SFIDA che si intende lanciare.
Per ulteriori informazioni consulta il sito web: PROGETTO SFIDA
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