Investire nella ricerca biomedica
Nell’ambito della programmazione 2007-2013 la promozione e/o il rafforzamento dei poli di eccellenza in settori chiave con la funzione di attrattori di investimenti e talenti assumono rilievo strategico.
Secondo il Global Biotechnology Report (2005), l’industria biotecnologica presenta una crescita sostenuta, diventa sempre più competitiva e si sta rapidamente espandendo oltre i propri confini. Nel 2004, il mercato delle biotecnologie ha raggiunto 16.9 miliardi di dollari in USA e 3.4 miliardi di dollari in Europa e i profitti globali sono aumentati del 17%. Inoltre, il capitale d’investimento nel settore ha raggiunto 3.6 miliardi di dollari in USA, 1.4 miliardi di dollari in Europa e 271 milioni di dollari in Canada.
Nel 2004, sono stati approvati 20 prodotti biotech in USA e 9 in UE, contro i 18 e 6, rispettivamente del 2003. Infine, la maggior parte dei farmaci approvati nel 2005 provengono dall’industria biotech. Anche, a livello italiano si osserva un trend positivo del settore e con buone prospettive future. Il settore si consolida in Italia alla fine degli anni ‘90. Nel 2005 il settore occupa più di 8.000 dipendenti (+25% nel triennio 2002-2004) e 14.000 nel 2006 (+75% rispetto al 2005) con un fatturato di 2.6 miliardi di euro nel 2005 e pari a 4 miliardi di euro nel 2006 e buoni indicatori di performance finanziaria. La piccola dimensione delle imprese italiane, e del Mezzogiorno in particolare, non rappresenta un problema per gli spin-off nel settore delle biotecnologie. Nel 2006 le piccole imprese rappresentano il 79% delle imprese del settore. Le prime fasi di sviluppo dei risultati della ricerca, dalla brevettazione delle molecole o della tecnologia alle prime fasi di test delle stesse, richiedono investimenti iniziali limitati sebbene associati a ricercatori integrati e con le stesse conoscenze del sistema di ricerca di riferimento. Il fattore critico di successo di questo settore va ricercato soprattutto nel modello di sviluppo che lo alimenta e in particolare nella presenza di poli accademici e di ricerca, con forti relazioni fra di loro, con istituzioni pubbliche disposte ad alimentare l’offerta di ricerca di base e a sostenerla.
La Fondazione Ri.MED, nel territorio siciliano, rappresenta un significativo esempio di eccellenza nell’ambito della ricerca scientifica, con un patrimonio, in termini di know how, di altissimo valore scientifico, conferito da soci fondatori qualificati a livello internazionale e all’avanguardia nella ricerca di base e pre-competitiva nel settore specifico delle biotecnologie. In particolare, l’esperienza dell’UPMC University of Pittsburgh Medical Center (uno dei soci di Rimed) negli investimenti nel campo delle Scienze della Vita mostra che i risultati attesi da questo tipo di investimenti sono la commercializzazione dei risultati della ricerca scientifica, la creazione di nuove aziende, la creazione di nuova occupazione e la produzione di nuovo gettito fiscale. Gli investimenti nel campo della ricerca e le possibili applicazioni nell’industria biotecnologica hanno la potenzialità di ripagare quanti sono disposti a scommettere sulla scoperta di nuovi farmaci, vaccini, metodi o dispositivi diagnostici e terapeutici.
UPMC è un attivo investitore nelle aziende impegnate nelle scienza della vita e nelle biotecnologie. UPMC investe sia direttamente, sia attraverso fondi comuni di capitale di rischio (venture capital). Al 30 giugno 2005, UPMC ha investito 55,4 milioni di dollari in venti aziende e in dieci fondi di venture capital. Dei 55,4 milioni investiti, 53,4 sono stati rientrati grazie alla vendita di alcune aziende o da altre liquidazioni. Il restante valore di mercato del portfolio al 30 giugno 2005 era pari a 22,8 milioni di dollari. Questi risultati rappresentano un tasso di rendimento interno annuo dell’investimento pari al 13% ed un multiplo sui capitali investito dell’1,37. A ciò va aggiunto il valore di sviluppo economico derivante dalla creazione di nuovo impiego e dalla produzione di nuovo gettito fiscale.
UPMC, in qualità di socio di Rimed, trasferisce sul territorio regionale la propria esperienza di investitore attivo e le proprie capacità gestionali per selezionare tutte quelle attività di ricerca che mostrano le maggiori potenzialità di sviluppo economico e sociale per la popolazione ed il territorio di riferimento.
Questo patrimonio di conoscenze e capacità gestionali rappresenta un potenziale da sfruttare per tutte quelle imprese che siano disposte a rischiare i propri investimenti nel campo delle scienze della vita così come UPMC già fa negli Stati Uniti.
Gli otto programmi di ricerca prioritari di Ri.Med sono gli stessi che al momento sono al centro dell’attenzione dell’Università di Pittsburgh e negli altri principali centri medici universitari degli Stati Uniti. Gli sviluppi in questo campo della scienza contribuiranno al trattamento delle patologie e miglioreranno la qualità della vita e della longevità.
